Aspiratore chirurgico: quale scegliere e perché?

Aspiratore chirurgico: quale scegliere e perché?

L’aspiratore chirurgico è uno dei mezzi utilizzati più di frequente, specialmente in ambito odontoiatrico e odontotecnico. Si tratta di un dispositivo medico che può essere usato in numerosi ambiti e che si dimostra indispensabile soprattutto per aspirare le secrezioni contenute nell’albero bronchiale.

Vista la sua importanza è indispensabile usarlo in numerose operazioni mediche, dagli interventi di primo soccorso alle sale operatorie. Ecco perchè oggi è possibile trovare numerose soluzioni più o meno avanzate.

Scopriamo insieme quale aspiratore chirurgico scegliere e perchè.

Le caratteristiche di un aspiratore chirurgico

Gli aspiratori chirurgici si possono dividere in due categorie, in una troviamo gli aspiratori manuali nell’altra troviamo quelli elettrici. Le differenze tra i due si intravedono fin dalle modalità di accensione. Gli aspiratori chirurgici manuali vengono azionati eseguendo una pressione fisica con la mano o, più di frequente, con un ginocchio o col piede, sul pulsante o pedale apposito. Nel caso dell’aspiratore chirurgico elettrico sarà il compressore ad azionare il dispositivo e ad eseguire la pressione. I modelli elettrici, inoltre, possono essere alimentati dalla tradizionale rete elettrica, oppure da batteria ricaricabile, così da rendere il prodotto completamente portatile. I dispositivi elettrici a corrente elettrica sono inoltre di dimensioni elevate, motivo per cui è solitamente consigliato l’uso dei modelli ricaricabili.

Una variabile importante da considerare prima di scegliere l’aspiratore chirurgico riguarda il valore della portata d’aria al minuto. Questo valore viene espresso con il dato dei litri d’aria mossi ogni minuto ed è indispensabile per comprendere l’efficienza del dispositivo.

Adesso che abbiamo compreso gli aspetti chiave da tenere in considerazione per acquistare il dispositivo migliore, possiamo approfondire la sua composizione e le sue possibilità di impiego.

A cosa serve l’aspiratore chirurgico?

Il suo funzionamento è simile a quello di una comune aspirapolvere: il dispositivo si avvale di un motore che crea una pressione negativa all’interno di un contenitore a cui è collegato un tubo in gomma. All’estremità del tubo viene applicata una cannula sterile da scartare e da utilizzare nel momento del bisogno.

In base alle dimensioni delle vie aeree del paziente è importante utilizzare la cannula adatta che può essere individuata in base al colore diverso dell’estremità della cannula stessa. Per praticità, viene spesso usata la stessa serie di colori delle cannule oro-faringee.

Quando usare il dispositivo

Gli aspiratori chirurgici sono studiati per permettere di eseguire operazioni anche in contesti di emergenza. Grazie alle aspirazioni faringee o tracheali efficaci e rapide, è possibile rimuovere dalle vie respiratorie nasali, orali e tracheali ogni genere di liquido corporeo, come ad esempio sangue, catarro o muco, sia in pazienti adulti che nei bambini.

Il dispositivo si rivela molto importante per:

  • Liberare le vie aeree dalle secrezioni e dal materiale estraneo;
  • Rendere migliori gli scambi respiratori;
  • Evitare il ristagno di secrezioni, che possono causare infezioni ed effetti collaterali gravi;
  • Isolare un campione da laboratorio da utilizzare per un esame colturale.

Come abbiamo detto, il più comune è quello che si trova negli studi odontoiatrici, che funziona generando una suzione che permette di aspirare sangue, acqua e saliva dalla bocca del paziente. In questo modo, il soggetto sottoposto all’operazione non subirà alcun fastidio alla gola e non avvertirà la sensazione di affogare. Inoltre, il dentista avrà una migliorare visibilità sul campo di lavoro e potrà limitare la contaminazione dell’ambiente.

Come si utilizza?

Come accade per ogni dispositivo medico, anche l’utilizzo aspiratore chirurgico deve essere attentamente valutato secondo cinque particolari metodologie di analisi. Queste metodologie ti permettono di decidere quando è il caso di procedere.

La prima è la valutazione visiva, che serve a individuare le possibili alterazioni nel respiro del paziente, in particolare per quanto riguarda la frequenza respiratoria, respiro superficiale, tosse, dispnea, alterazione della meccanica ventilatoria, ed infine possibili stati di agitazione e tachicardia.

La seconda valutazione è di tipo uditivo, il medico ascolta il rumore del respiro alla ricerca di eventuali agenti che lo ostruiscono. La terza valutazione è quella tattile, per individuare possibili vibrazioni trasmesse dal flusso d’aria tra il torace e il palmo della mano e con l’auscultazione vera e propria per ricercare la posizione esatta delle secrezioni nell’albero tracheobronchiale. L’ultima fase è quella in cui il medico indaga la possibile saturazione ematica.

Se al termine di questi procedimenti si rileva l’esigenza di procedere a liberare le vie respiratorie, il medico si prepara per mettere in azione l’aspiratore chirurgico, che provocherà una leggera tosse per aumentare l’espulsione del materiale che ostruisce dall’organismo.

Adesso che sai quali sono gli elementi chiave per scegliere il tuo dispositivo sei pronto per trovare quello giusto per te. Sul nostro sito puoi trovare quello che cerchi. Visita la pagina e scegli l’aspiratore chirurgico migliore per i tuoi pazienti!

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