L’intervento chirurgico all’anca è uno dei più delicati, in particolare quando richiede l’impianto di una protesi.

Cosa succede quando questa si rivela difettosa? Le complicazioni di salute possono essere immediate o affiorare dopo un breve periodo: dall’infezione alla lussazione.

Oggi vogliamo darti le nostre indicazioni per capire quando la protesi all’anca può rivelarsi dannosa per il fisico: scopri come capire se è difettosa!

Intervento chirurgico e protesi dell’anca: perché è importante?

Anche se sembra un intervento chirurgico normale, l’impianto della protesi all’anca è una conquista per la medicina mondiale: queste procedure hanno prodotto un miglioramento della qualità della vita di tanti pazienti, dando la possibilità di recuperare la mobilità e vivere serenamente senza rinunce.

In Italia vengono operati ogni anno circa 200.000 pazienti tra anca e ginocchio, mentre negli Stati Uniti sono addirittura il doppio.

La chirurgia protesica è un successo, tuttavia non è priva di rischi: infatti esiste una minima percentuale di pazienti operati che avrà bisogno di un secondo intervento perché la protesi si rivela una minaccia per la salute.

Inoltre, queste protesi non sono eterne, hanno una durata approssimativa di 20-30 anni (anche se i materiali sono in continua evoluzione e sempre più durevoli). Dopo i quali è necessario un intervento di manutenzione o una sostituzione.

Ma, d’altra parte, sono sempre di più i giovani che hanno bisogno di un’intervento di protesi all’anca, e allo stesso tempo gli anziani che lo hanno fatto anni fa oggi sono più longevi: va da se che dopo una certa quantità di anni, la protesi ha bisogno di una sostituzione.

Esistono poi alcuni casi in cui questo elemento si rivela difettoso: questo è il momento in cui il paziente deve prendere in mano la situazione, riconoscere il pericolo e affidarsi nuovamente ad un chirurgo.

Ma come si può riconoscere quando una protesi è difettosa? Vediamo subito quali sono i segnali da non sottovalutare.

Come capire se la protesi all’anca ha difetti?

Spesso può capitare che, dopo l’operazione chirurgica, l’anca causi dolore e fastidio.

Vediamo quali sono i sintomi di una protesi difettosa:

  • Dolore all’anca: questo è il sintomo più comune, da non sottovalutare. Alla sensazione dolorosa può affiancarsi anche bruciore e gonfiore della zona in questione. Da cosa sono causate? La protesi può essersi, per esempio, allentata.
  • Rigidità delle ossa: avviene se le funzionalità dell’impianto si riducono. In alcuni casi si evolve in zoppìa.
  • Dolore improvviso: la protesi può anche spostarsi a causa di una lussazione, e ciò si rende visibile in seguito ad una radiografia.

Questi sintomi possono essere un segnale chiaro: la protesi ha sicuramente dei problemi e deve essere sostituita!

Perchè gli impianti di protesi falliscono?

Da qualche anno in Italia sono fioccati casi di protesi difettose, tuttavia il dolore dell’anca può essere anche associato ad un fallimento della protesi.

Che differenza c’è?

Nel primo caso le protesi hanno difetti al momento della loro creazione, questi possono essere legati al materiale con cui vengono prodotte o alla dinamica interna degli elementi che la costituiscono.

Nel secondo caso, il fallimento avviene a causa di un deterioramento, ad un cambiamento nella fisionomia del paziente o altri fattori in divenire.

In entrambi i casi è necessario un nuovo impianto. Vediamo nello specifico quando questo si rivela fondamentale:

  • Mobilizzazione: un tempo le protesi erano impiantate con l’obiettivo che rimanessero immobili dentro l’osso. Questa operazione, che in molti casi permane ancora oggi, può produrre un attrito tra la protesi e le articolazioni circostanti e questo sfregamento continuo può provocare la produzione di particelle (mobilizzazione asettica). Questo causa una distruzione del legame tra protesi e osso: la struttura inizia a muoversi creando problemi all’osso che può rischiare di fratturarsi.
  • Infezione: in questo caso l’impianto viene attaccato dai batteri. A questo punto, il sangue che circonda la protesi potrebbe essere insufficiente a combattere i batteri, che iniziano a moltiplicarsi. Se sottovalutato, il problema può mettere la vita del paziente a rischio.
  • Lussazione: in questo caso, la mobilizzazione (spostamento) della protesi avviene in modo repentino. La protesi migra da una posizione all’altra provocando immediato e intenso fastidio o dolore in sua prossimità.

Come abbiamo visto, le problematiche che possono generarsi da una protesi difettosa o fallimentare sono numerosi, per questo motivo è fondamentale seguire un percorso riabilitativo dopo ogni operazione chirurgica e affidarsi ad un medico preparato e competente.

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