Tutore per epicondilite: come si mette e quando usarlo

Tutore per epicondilite: come si mette e quando usarlo

L’epicondilite è un dolore che interessa l’epicondilo e che rende dolorosi alcuni movimenti semplici come ad esempio versare da bere o ruotare la maniglia della porta.

Le fasce per epicondilite e tendinite sono pensate per donare un immediato sollievo dal dolore e ridurre la sofferenza causata dalla patologia. Inoltre, risultano essere molto utili per prevenire infortuni durante lo sport come ad esempio il sollevamento pesi o il canottaggio. Grazie all’uso del tutore è possibile supportare il processo di guarigione, riducendo l’infiammazione a carico dell’epicondilo, poichè aiuta il gomito a non effettuare dei movimenti dannosi e peggiorativi del gomito.

Scopriamo insieme come si mette e quando usare il tutore!

Le cause dell’epicondilite

L’epicondilite è una patologia che insorge quando si sovraccarica l’articolazione. Quando viene usata in modo scorretto, l’articolazione si infiamma nella componente epicondilare e, se si sottovaluta il problema, potrebbe diventare impossibile eseguire anche i movimenti più semplici.

Le persone più a rischio sono coloro che svolgono attività che richiedono un uso intenso e prolungato della mano, come nel caso di sport che richiedono forza e stabilità del polso. I microtraumi dovuti allo sforzo accompagnati da una serie eccessiva di rotazioni del polso rendono favorevole la comparsa del dolore.

Tra i principali sport che causano l’epicondilite troviamo il bodybuilding, la scherma, il ciclismo, il tennis e il paddle.

Esistono inoltre alcuni lavori pesanti che possono causare l’epicondilite. Ad esempio i lavori ripetitivi come il lavoro in fabbrica, oppure i lavori pesanti come il muratore, possono essere fattori che sovraccaricano la muscolatura e causano un dolore al gomito molto intenso. In generale, i lavori a rischio sono anche quelli che si svolgono davanti a video terminali, così come dattilografi, idraulici e imbianchini, barbieri e parrucchieri, meccanici, carpentieri e anche giardinieri e anche pittori e camerieri.

I sintomi dell’epicondilite

La presenza di dolore a livello dell’articolazione del gomito è sufficiente per ipotizzare una possibile epicondilite. La palpazione dell’epicondilo e la sensazione di dolore è il segno che caratterizza l’affezione. Questa manovra viene eseguita sul gomito piegato a 90 gradi poichè in questa posizione è possibile individuare più facilmente il tendine epicondileo, l’interlinea omero-radiale, il bordo esterno della testa radiale e la zona del nervo radiale.

Un altro segno che permette di capire che il dolore è causato dai muscoli epicondilari è quando si esegue una estensione contrastata del polso a dita flesse e una estensione contrastata delle dita, sopratutto a carico del medio.

I sintomi più comuni sono:

  • Il dolore che parte dalla parte esterna e superiore del gomito fino a raggiungere l’avambraccio e il polso;
  • Il dolore quando si vuole usare il polso;
  • Una muscolatura dell’avambraccio debole e caratterizzata dalla perdita di forza;
  • Il dolore che aumenta gradualmente e peggiora in pochi giorni;
  • Il dolore quando di usa la mano per stringere, girare, fare presa, afferrare e sollevare.

Quando il dolore si fa più intenso potrebbe risultare complesso anche tenere una penna in mano per scrivere.

Come curare l’epicondilite?

Per prima cosa è essenziale rivolgersi al medico di base per valutare insieme la terapia più corretta da seguire. Generalmente un primo intervento per curare la patologia è il trattamento tramite antinfiammatori. In molti casi questo non è sufficiente a risolvere il problema ed è consigliabile associare la cura farmacologica con l’uso del tutore.

Nei casi più gravi si procede con il trattamento di fisioterapia per l’epicondilite. È importante intervenire il prima possibile, per evitare fenomeni di cronicità, che possono rallentare i tempi di guarigione.

Dopo aver eliminato la causa del dolore fino a quando non sarà passata completamente l’infiammazione è importante tenere la parte a riposo per facilitare la guarigione.

Un secondo rimedio consigliato è la crioterapia. Borsa del ghiaccio da posizionare sulla zona dolorosa per 15 minuti, 3 volte al giorno.

Il tutore è necessario per ridurre il carico dell’epicondilo e tenere l’articolazione a riposo. È sufficiente posizionarlo sotto la zona dolente per sentire un’immediata sensazione di sollievo.

Come si mette il tutore

In commercio esistono molti tipi di tutori per curare l’epicondilite, ognuno con caratteristiche specifiche che aiutano a combattere la patologia. Il tutore infatti, ha una struttura a bracciale con un supporto più duro incluso nella struttura stessa. In genere la fascia è di tipo elastico con uno strap che permette di regolare la tensione in base alle esigenze del paziente e alla grandezza del braccio.

La fascia va indossata e posizionata a circa 4 dita di distanza dal gomito. Per capire il punto esatto in cui applicare il tutore occorre palpare la parte dolorante dei ventri muscolari e posizionare la fascia proprio al di sopra. In concomitanza con il punto dolente si dovrà cercare di posizionare il cuscinetto duro.

Con l’uso del tutore è possibile combattere in modo efficace l’epicondilite. Sei alla ricerca di un modello adatto alle tue esigenze? Nel nostro sito puoi trovare numerosi modelli di tutori e fasce per epicondilite: scoprili tutti!

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